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Le catacombe


A circa 400 metri dall'antica porta di Giove di Faleri Novi si conserva un'interessante catacomba, denominata dei SS Gratiliano e Felicissima. Essa è ubicata lungo il tracciato stradale che dalla città falisca conduceva a Sutri. Il monumento, nonostante le dimensioni non trascurabili ed alcune notevoli peculiarità strutturali, è rimasto fino ad oggi praticamente sconosciuto. Devono aver pesato sulla scarsa attenzione rivolta a questa catacomba il grave stato di abbandono e le difficoltà oggettive per uno studio accurato create dal forte interro e dal frequente allagamento degli ambienti. L'unico contributo specificatamente dedicato al cimitero riscontrabile nella letteratura archeologica risulta essere quello di E. Le Louet, consiste in una breve descrizione del monumento pubblicata nel “Bullettino di Archeologia Cristiana" dell'anno 1880. Prima del Le Louet, l'Henzen credo alludesse alla nostra catacomba quando nel 1844 ricordava a Faleri Novi la presenza di un “ cimitero rassomigliante a què de' Cristiani; una cava alta penetrante nell'interno della montagna, con loculi nelle due pareti simili perfettamente a quelli delle catacombe, ed alzatisi in più piani fino ad altezza considerevole". Alla catacomba di Faleri Novi dovettero lavorare per qualche tempo e con una certa assiduità, alla fine del secolo scorso, anche i redattori della carta archeologica d'Italia, come risulta da una breve nota descrittiva riguardante il cimitero compresa nel materiale concernente il territorio Falisco “pianta e disegni delle catacombe di S.Maria di Falleri", eseguiti da questi studiosi, non sono più però rintracciabili, né vide mai la luce un loro lavoro d'insieme sulla regione Falisca un capitolo che doveva essere dedicato a “le catacombe Cristiane". La catacomba, scavata all'interno di una collina prospiciente un ruscello chiamato Rio Purgatorio, si compone essenzialmente di quattro gallerie grosso modo parallele, aperte a Nord, a breve distanza l'una dall'altra su una scoperta parete di tufo. La caratteristica più notevole dal punto di vista strutturale dell'impianto cimiteriale di faleri Novi è certamente la inusitata larghezza delle gallerie, in alcuni punti superiori ai tre metri, caratteristica questa che avvicina il cimitero alle due catacombe di Bolsena e Nepi. La galleria (a) alta m 3.80 e lunga circa 35 metri, si sviluppò in fasi successive; in un primo momento dovette probabilmente arrestarsi a 4 metri dall'attuale ingresso, di qui verso sud per allontanarsi dalla galleria (b) sino a raggiungere le dimensioni oggi riscontrabili. La galleria (b) doveva estendersi per una larghezza di 2.5-3 metri fino a 20 metri dall'ingresso, la galleria (c) presenta una altezza di circa 4.80 metri ed una lunghezza di circa 17 metri, la galleria (d) di cui rimangono unicamente gli ultimi 17 metri fu scavata con la volta grosso modo alla stessa quota delle vicine B-C. Per la cronologia generale del cimitero non si dispongono elementi particolarmente significativi. Resti di decorazioni pittoriche sono visibili sul fronte della nicchia del cubicolo, altre si scorgono sulla malta che ricopre la tegola di chiusura di un loculo. Altrettanto scarse e poco indicative sono le testimonianze epigrafiche. Un loculo della parete sud conserva sul bordo inferiore i resti di alcune lettere graffite, esse erano parte di un'iscrizione che fu copiata, più completa dal Pasqui nel 1891: “ Veturius filius ben(e) merite fecit". Nelle catacombe di SS. Gratiliano e Felicissima si individua il primitivo luogo di sepoltura dei martiri Gratiliano e Felicissima col nome dei quali il cimitero è ancor oggi conosciuto.