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Cristina Menicocci


Azienda Biodinamica Vegana


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Nocciolo


La comparsa del nocciolo risale alla preistoria (Alcuni resti di piante riferibili alle attuali specie sono stati individuati in fossili risalenti all’epoca terziaria). Il nocciolo ha trovato ampia diffusione in Europa durante il periodo fra gli 8000 e i 5500 anni A.C., essendo stata la prima specie arborea ad affermarsi sulle terre lasciate libere dai ghiacciai.
Il nocciolo è stato frequentemente associato al mistero e al soprannaturale. Infatti, la bacchetta degli Dei, quella usata per la ricerca dell’acqua nel sottosuolo, quella per la individuazione dei filoni dei metalli preziosi e per la scoperta dei tesori nascosti erano di legno di nocciolo. Nel Nord Europa si credeva che il nocciolo proteggesse dai fulmini e dalle fattucchiere. Le nocciole erano considerate dai cinesi uno dei 5 nutrimenti sacri conferiti da Dio all’uomo ed erano indicate dal medico greco Discoride come rimedio contro i morsi degli animali velenosi e per curare le verminosi, la tosse persistente e l’uricemia; nelle cerimonie matrimoniali erano l’emblema della fecondità.
Virgilio ricorda che il nocciolo era onorato pari alla vite, al mirto e anche all’alloro ed era ritenuto dai Romani simbolo di pace e di riconciliazione.
Il volore nutritivo, dall’analisi risulta mediamente composto: 5-6% di acqua, il 59% di lipidi, il 16% di glucidi, che compongono la fibra per il 3%, il 15% di protidi con tutti gli amminoacidi più importanti, poi il calcio 1,3%, fosforo 2,7% e ferro 0,037 per mille; fra le vitamine la B1 in 4,7 ppm, la vitamina B2 2,7 ppm, la vitamina PP in 9 ppm e tracce di vitamina A e C; oltre ad un buon apporto di vitamine e sali minerali, le nocciole hanno un valore energetico con 6,5 calorie per grammo .
Il nocciolo è presente, coltivato o spontaneo, in tutta Italia, ma di fatto solo Lazio, Campania, Sicilia e Piemonte contribuiscono ad alimentare la produzione interna fornendo il 97% dell’intera produzione nazionale.
Nel Lazio la coltivazione del nocciolo interessa più di 20.000 ettari situati prevalentemente nel comprensorio dei Monti Cimini.