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Cristina Menicocci


Azienda Biodinamica Vegana


Azienda Agricola Biodinamica- Tel: +39.0761.575041 Via Etruria, 2 - 01034 Fabrica di Roma (VT) - Italia



Vigneto


Nell’era mesozoica circa cioè 140 milioni di anni fa, comparve la vite sulla terra. Nell’era cenozoica, le vitacee disseminate dagli uccelli si diffondono nei boschi di tutti i continenti; vinaccioli di Vitis Silvestris appartenenti al quaternario sono stati trovati nei travertini toscani, marchigiani e laziali.
La vinificazione che iniziò con la Vitis Silvestris era già intensiva nel terzo millennio a.C. in Asia Minore, Mesopotamia, Siria, Palestina, Grecia e Egitto. Questi popoli con selezione progressiva crearono la Vitis Vinifera sativa e furono gli Egizi a creare le basi della moderna viticoltura specializzando il sistema di allevamento con la coltivazione a pergola e scoprendo la potatura. In una necropoli egiziana di circa 2000 anni a.C. sono raffigurate “capre incaricate di brucare la vigna” perché avevano costatato che le viti mangiate, davano grappoli e vini di migliore qualità. Queste pratiche furono poi trasmesse ai Greci e da questi ai Romani che, con le loro conquiste, le fecero conoscere in tutta Europa. Dopo la caduta dell’impero romano, la Chiesa divenne il principale veicolo di diffusione e conservazione del patrimonio vitivinicolo ed oggi l’area di maggior diffusione della vite e del consumo del vino corrisponde a quella di espansione geografica del cristianesimo.
Una grossa rivoluzione che stravolse il mondo della vite e del vino avvenne con la scoperta dell’America e l’arrivo in Europa nella metà del secolo scorso della fillossera, della peronospora e dell’oidio. Parassiti che vivevano da sempre sulle viti americane che avevano, per questo, elaborato difese naturali. La vite europea si trovò indifesa e rischiò l’estinzione. Anzi dato che l’innesto (piede americano e marza europea) è risultato l’unico rimedio efficace contro l’attacco della fillossera, tutte le varietà poco adatte a questa soluzione sono di fatto scomparse dalla coltivazione. Le conseguenze delle crittogame sono state l’introduzione dello zolfo e del rame, purtroppo, nelle pratiche colturali. La vite nel Lazio è stata sempre una coltura fondamentale dell’economia agricola, ed essa concorre a formare la p.l.v. (produzione lorda vendibile) con una incidenza in media del 20-25%. La diffusione della coltura nel territorio regionale è estesa in tutte e cinque le province con una incidenza maggiore in provincia di Roma seguita da Viterbo e poi da tutte le altre.
Con Decreto del 22/11/95 è stata riconosciuta L’INDICAZIONE GEOGRAFICA LAZIO e con Decreto del 2/08/96 il relativo disciplinare di produzione.